27/3/2008: "Mennea: boicottaggio solo se Ŕ totale" (Il Messaggero)

Mennea: boicottaggio solo se è totale

«Il boicottaggio può produrre effetti solo se è totale. Totale se tutti i Paesi decidono di non andare ai giochi olimpici. Il boicottaggio parziale, come quello che si è verificato nel '76 a Montreal o nell'80 e '84, non produrrà alcun effetto perché i giochi olimpici si terranno e apriranno questa finestra del mondo sulla Cina». Così Pietro Mennea, recordman dell'atletica cinque volte olimpionico, si è espresso sulla possibilità di boicottare le Olimpiadi a "Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro. Mennea parla di un errore a monte del Cio che «con l'assegnazione dei giochi olimpici a Pechino non ha fatto altro che legittimare quello Stato, quel Governo, quegli uomini che oggi stanno causando dei morti in Tibet» «Il Comitato olimpico internazionale che ha sede a Losanna oggi - sottolinea Mennea - si sta rifiutando di prendere posizione nei confronti di quanto sta accadendo nel Tibet. Contravvenendo allo spirito olimpico. E non fa altro che associare le olimpiadi di Pechino alla parola genocidio, perché tutti sappiamo che dal 1959, da quando il Dalai Lama è stato costretto ad andare in esilio, in Tibet ci sono stati un milione di morti».

Boicottaggio non efficace . Mennea afferma poi di non credere alla possibilità di un boicottaggio efficace delle olimpiadi in Cina «perché tutto il mondo ha rapporti commerciali con Pechino e il dollaro statunitense è nelle mani della Cina. La stessa Unione Europea non prende posizione chiara e netta». L'ex olimpionico lancia un'ultima frecciata al Comitato olimpico internazionale, «è un'associazione di imprese e un ente che fa politica», e conclude sostenendo che «il Cio deve cambiare, non può dire all'opinione pubblica che non fa politica, se poi va a stipulare grandi contratti con la Cina».


Articolo pubblicato su Il Messaggero del 27-3-2008



 
 
 
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