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Un’estate di nuovi primati italiani: quali sono i record che resistono da più tempo?

Da domenica prossima le maglie azzurre saranno nuovamente in campo, stavolta per le medaglie ai Giochi del Mediterraneo. In attesa di rivederle e fare il tifo per loro, vogliamo ricordare come quest’estate abbia portato, dopo circa mezzo secolo, a battere alcuni storici record nazionali, come quelli sugli 800 metri.

Facendo i complimenti a Francesco Pernici ed Eloisa Coiro che sono finalmente subentrati a Marcello Fiasconaro e Gabriella Dorio, proviamo a guardare ad oggi quali sono i primati più longevi. Esercizio che tiene in considerazione solo le gare di corsa sulle distanze inserite nei programmi delle Olimpiadi, Mondiali o Europei.

I 47 anni di Pietro Mennea: fu mondiale ed è ancora primato europeo – Città del Messico, 12 settembre 1979, alle Universiadi che Pietro ha tutto il diritto di disputare, avendo studiato e conseguito ben quattro lauree, la “Freccia del Sud” sfrutta al meglio i vantaggi dell’altura e piazza un record mondiale straordinario (19”72) e che durerà a lungo. Passarono quasi 17 anni, prima di essere battuto da Michael Johnson ai Trials USA del 1996. Questa prestazione è ancora il record europeo e ci piaceva molto leggere quel numeretto nelle didascalie TV ai campionati di Birmingham. Speriamo che dall’alto del paradiso lo abbia letto anche lui.

Le siepi di Elena Romagnolo (18 anni) e Francesco Panetta (39 anni) – La disciplina dove complessivamente siamo più in ritardo in entrambi i sessi è quella dei 3000 siepi. Il 9’27”38 di Elena Romagnolo è stato stabilito al momento giusto, durante i giochi olimpici di Pechino il 15 agosto 2008. Per i maschi bisogna invece ritornare alla splendida cavalcata di Francesco Panetta ai mondiali romani. 5 settembre 1987, siamo in uno Stadio Olimpico con 80000 tifosi che sostengono “Diesel” dall’inizio alla fine. E lui va in fuga dallo start, resistendo al ritorno degli avversari e chiudendo in 8’08”57 nel tripudio generale.

17 anni fa il volo di Libania Grenot – Era il 2 luglio 2009 e Pescara, in occasione, indovinate un po’… dei Giochi del Mediterraneo, guardate che combinazione. “Panterita”, la piccola pantera era il suo soprannome, fermò i cronometri sul tempo di 50”30.

Quanto dovremo ancora aspettare? Decenni, anni o settimane? – Su chi potrà succedere a Mennea e Panetta, non facciamo pronostici. Per Mennea temiamo che l’unità di misura del tempo sia il decennio. Per Panetta il lustro, ma anche per il record di Elena Romagnolo ci vorrà del tempo, misurabile in anni. Siamo più ottimisti sui 400 femminili, qui forse basterebbero delle settimane. Ad Anna Polinari mancano solo 6 centesimi rispetto al suo personale.

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