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Pietro Mennea da giovane con la maglia dell'AVIS Barletta

Gli inizi.

Pietro Paolo Mennea, nasce a Barletta, il 28 giugno 1952. E’ stato uno dei più grandi atleti italiani di tutti i tempi; non solo per i grandi risultati ottenuti, ma per quello che ha rappresentato per gli italiani in venti anni dedicati all’attività agonistica.

Viene avviato all’attività sportiva a 16 anni, dal professore di Educazione Fisica, dell’Istituto Tecnico che frequentava: il prof. Angelo Autorino, che per primo comprese la predisposizione di Pietro alla velocità, nonostante il suo fisico esile che di certo non lo rendeva “predestinato”. Grazie a lui entrò a far parte dell’AVIS Barletta, gloriosa società sportiva con la quale Pietro conquistò i suoi primi successi sportivi.

Nel 1968 durante lo svolgimento delle Olimpiadi di Città del Messico, mentre si trova ad Eboli per disputare una gara giovanile “Leve dello sport”, Pietro assiste alla finale dei 200 m, vinta da Tommie Smith che, in quella occasione batterà anche il record del mondo della specialità. Pietro, che ammirava quel Campione anche per la lotta in favore dei diritti umani, iniziò a “sognare”: dicendo: “chissà se un giorno…..” e proprio su quella pista, 11 anni dopo, riuscì a battere quel record, fissando il nuovo record del mondo della specialità in 19”72…11 centesimi in meno.

I record.

La carriera agonistica di Pietro, durerà per venti anni, un vero record per un velocista: disputò cinque olimpiadi e ben quattro finali olimpiche: nessun altro velocista è mai riuscito a fare altrettanto: e questo è quello che lo stesso Pietro considerava il vero record che, ad oggi, nessuno è riuscito ad eguagliare.

   Nella sua lunga carriera agonistica disputò 520 gare.

  • Vincitore della gara dei 200 m. (20”19) alle Olimpiadi di Mosca nel 1980
     
  • Primatista mondiale dei 200 m.  (19”72) nel 1979, record detenuto per 17 anni – dal 1979 al 1996 (foto);
  • Campione d’Europa sui 200 m.(1974, 1978) e nei 100 m.(1978)
  • Primatista europeo sui 100 m. (10”01) nel 1979:
  • Ha partecipato a cinque Olimpiadi: Monaco nel 1972, Montreal nel 1976, Mosca nel 1980, Los Angeles nel 1984, Seoul nel 1988;
  • Per oltre 50 volte è stato nazionale azzurro e 16 volte campione italiano.
Pietro Mennea sul podio a Mosca

La formazione.

Dopo essersi diplomato nel 1975 presso l’istituto Superiore di Educazione Fisica di Napoli, dietro consiglio di Aldo Moro, il 09.07.1980, solo diciannove giorni prima della finale olimpica di Mosca, si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari, e nella stessa Università il 28.06.1989 (nel giorno del suo compleanno), ha conseguito il diploma di laurea in Giurisprudenza. Il 01.07.2002, ha conseguito la laurea in Scienze dell’educazione motoria, presso l’università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti – Pescara ed infine, il 24.09.2003, presso l’università degli Studi di Salerno, si è laureato in Lettere Moderne.

Ha svolto la professione di avvocato, di dottore commercialista, revisore contabile e giornalista pubblicista.

Pietro Mennea al Parlamento Europeo

La politica.

Dal 1999 al 2004 è stato parlamentare europeo, e ha svolto il proprio incarico con competenza e considerandolo un periodo della sua vita al servizio dei cittadini italiani, a prescindere dall’appartenenza politica (lui era stato eletto con I Democratici), ha cercato di mettere a frutto le sue molteplici conoscenze in vari settori, acquisite in anni di studio e di esperienza professionale.

La fondazione.

Pietro ha sempre ritenuto importante di occuparsi degli altri, in particolare dei più giovani, che rappresentano il futuro della nostra società e così, anche a causa della Sua innata diffidenza, nel 2006, decide con la moglie, Manuela Olivieri, di costituire una Fondazione Onlus che porta il suo nome: “perché io ci metto la mia faccia, che sarà una garanzia: quello che entra, sarò certo che arriverà dove deve andare….sarà poco, ma anche l’oceano è formato da tante piccole gocce….”. La Fondazione per espressa volontà di Pietro ha sempre avuto una struttura scarna, in modo da non dover sostenere spese ed anche se non si riusciva a raccogliere molto, tutto è sempre stato destinato alle finalità benefiche che si prefiggeva e che si prefigge.

Inoltre, si occupa di cercare di incrementare la pratica sportiva, per diffondere, i valori di cui è portatrice.

Alla fine di maggio del 2012, Pietro ha scoperto di essere malato di tumore al colon, e pur lottando con tutte le sue forze contro la malattia, il 21 marzo 2013 è deceduto.

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