“In attesa degli share e degli indici di ascolto dalla Rai, almeno a Barletta credo che la visione dello Speciale TG Uno “Pietro Mennea, l’uomo dei record” andato ieri 20 settembre in seconda serata abbia registrato un notevole pubblico di telespettatori concittadini attenti soprattutto a notare anche nei minimi dettagli se, quanto e come il documentario abbia riportato i fatti”.
Così il giornalista e divulgatore Nino Vinella. Che prosegue: “Anche la scelta del titolo, come quella di soggetto e sceneggiatura, corrisponde tecnicamente alla volontà della produzione di offrire un racconto di Pietro Mennea basato sulla testimonianza di qualcuno rispetto alle assenze di qualcun altro… Ed a tale proposito mi preme sottolineare come, proprio a Barletta nel luglio 1972, le cronache registravano i primissimi record mondiali del giovane Pietro Mennea che, nella narrazione del documentario, sono stati “dimenticati” mentre invece risultano determinanti in una carriera esplosa col bronzo di Monaco”.
I primissimi record mondiali di PIETRO MENNEA che inaugurava la pista in taflex al nuovo Stadio di via Vittorio Veneto: 15″1 sui 150 metri (tuttora imbattuto) e 1’21″5 nella mitica staffetta 4×200 composta da Franco Ossola, Luigi Benedetti e Pasqualino Abeti… Risultati non omologati ufficialmente sulle rispettive distanze ma che restano nel suo palmares quando correva come tesserato AVIS, donatore di sangue e pupillo del prof. Ruggiero Lattanzio, il primario chirurgo dell’Ospedale civile “Umberto I” di Barletta che ne ha sempre incoraggiato e sostenuto la crescita umana, sportiva, atletica fondata su profondi valori etici e morali.
“Buongiorno, mi chiamo Franco Ossola e sono stato un ex velocista nel periodo dei primi anni di Pietro (1970-74). Ringrazio Nino Vinella per l’opportunità che mi ha dato di porgere questo mio saluto che vuole anche essere un vivo ricordo. Ho avuto la buona sorte di condividere per qualche stagione la mia, pur breve, carriera agonistica con Pietro con il quale, unitamente a Luigi Benedetti e Pasqualino Abeti, ho conseguito il record mondiale della staffetta 4 x 200 ottenuto proprio sulla pista di Barletta.
Nel mio ricordo Pietro rappresenta qualcosa di unico. Mi rivolgo soprattutto ai giovani, ai ragazzi: non potrò mai dimenticare la sua grinta, la sua determinazione, la sua voglia di farcela, il suo desiderio di dare sempre il meglio di se stesso. Un esempio di solidità morale straordinario. In questo soprattutto, Pietro ha dettato il suo lascito: combattere e lottare per seguire le proprie comete, per dare concretezza ai propri sogni. Auguro a tutti voi, oggi presenti per ricordare il sesto anniversario del suo addio alla vita, una calda e bella giornata di sport e commozione, nel nome di un atleta che ha fatto più forti e sinceri tutti noi che lo abbiamo conosciuto. Grazie”.
